Notturni

Lancio un sasso nel lago oscuro della memoria

e conto i cerchi concentrici che si vanno formando.

Sono tanti, il lancio è stato potente e l’acqua è profonda.

Ascolto le fievoli voci di echi lontani:

non hanno più lo stesso fascino malefico.

Ho imparato a danzare sui cheloidi lasciati dai ricordi.

E non fanno più nemmeno (tanto) male.

Sorrido di me e del mio burlesco bisogno di sfidare la notte.

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Montagne russe

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Che giornata oggi! In sintesi (non ho la forza di fare altro) : ho avuto a che fare con tanta merda (scusate il francesismo), tanta tanta merda deambulante e affabulante.  Ma ho incontrato anche persone molto gentili là dove non mi sarei mai aspettate di trovarle: all’ufficio postale! E stasera, al supermercato, ho pure incontrato mio fratello che non vedevo da quasi da due anni e abbiamo ripreso a parlarci.
Ho bisogno di decantare le emozioni della giornata e mi dedico una ninna nanna 😀

 

Tanto tuonò che piovve

E finalmente è arrivata la pioggia a lavare calore e irrequietezze. Dopo una notte torrida, inquieta di pensieri e sogni tormentosi, l’alba ha portato la pioggia e la carezza consolatrice dell’acqua fresca e rigenerante. Mi sono alzata presto, al primo tuono, felice di abbandonare il campo di battaglia; felice di sentire la pioggia scorrere sul viso; felice come quando da bambina saltavo nelle pozzanghere sotto lo sguardo vigile e complice di mio padre (“chissà cosa dirà la mamma”. Non importa, ora ridiamo).

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